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Immagina: stai guidando attraverso la campagna. La strada è tranquilla. Senti il frusciare del vento tra gli alberi. In fondo un torrente che costeggia la via. Fai un bel respiro: goditi l’odore dell grano maturo. Una bella immagine non è vero?

Fast forward di 50 anni. Di questa bella strada non rimarrà che un breve frammento nella tua memoria.

È il momento di affrontare la triste realtà. Noi abitanti della terra del ventunesimo secolo siamo dipendenti dai combustibili fossili. Dal caffè che facciamo al mattino all’automobile che guidiamo ogni giorno verso casa. Ogni singolo aspetto della nostra esistenza dipende da carbone, petrolio e gas naturale. Sono utilizzati inoltre in qualsiasi settore industriale, commerciale o pubblico. In un futuro non così lontano la terra esaurirà tutte le fonti di energia non rinnovabili.

La formazione di combustibili fossili è un processo incredibilmente lento. Ci sono voluti milioni di anni per trasformare in combustibili fossili ciò che rimaneva di piante e animali morti all’interno della crosta terrestre. Oggi i combustibili fossili vengono sfruttati rapidamente, e stiamo esaurendo le riserve a una velocità senza precedenti. Il consumo mondiale di energia primaria è aumentato notevolmente passando da 3,8 miliardi di tonnellate di petrolio nel 1965 a 13,17 miliardi di tonnellate nel 2015. Il riscaldamento globale va di pari passo con l’utilizzo di combustibili fossili, dal momento che livelli allarmanti di gas serra vengono rilasciati nell’atmosfera ogni giorno.

Nel 2015, l’India ha superato il Giappone diventando il terzo consumatore di benzina del mondo. Il paese è costretto ad importare ogni anno oltre il 75% dei prodotti petroliferi. È urgente pensare a un passaggio a livello nazionale alle fonti energetiche rinnovabili. Una mossa del genere avrebbe una grande importanza sia economica sia ambientale. Le alternative – spesso poco conosciute – ai prodotti petroliferi sono: i biocarburanti solidi, liquidi o combustibili prodotti puramente attraverso risorse biologiche. In India, una forma altamente promettente di biocarburanti, visto il suo enorme potenziale, è il biogas.

Il biogas può essere prodotto da diversi materiali, inclusi i rifiuti. Ad esempio, i fanghi di acque reflue e i rifiuti solidi urbani possono essere utilizzati per produrre biogas. Uno dei principali vantaggi del biogas è che può essere prodotto anche da rifiuti agricoli. Possono essere utilizzati per la produzione di biogas stallatico del bestiame, residui di colture, foglie cadute, letame ed erbacce, tutte cose disponibili in abbondanza nelle aziende agricole. Quindi, praticamente ogni singola azienda agricola in India è un potenziale produttore di energia.

Il biogas viene trasformato dai microbi nei digestori anaerobici per produrre un gas incolore, inodore e ricco di energia chiamato metano. Tuttavia, il metano in stato gassoso è difficile da trasportare dalla sorgente. È più facilmente trasportabile da un luogo all’altro quando è altamente compresso. Ecco che i compressori d’aria hanno un ruolo da svolgere nella produzione e nell’utilizzo di energia rinnovabile.

Molti stabilimenti di biogas di medie dimensioni sono stati istituiti in India nello stato del Gujarat grazie al sostegno finanziario del Ministero delle Nazioni Unite e delle Energie Rinnovabili (MNRE) e del governo statale. Una di queste centrali è stata installata a Vadodara, in India. In questa centrale ci sono sei digestori di biogas. Il gas è pressurizzato da un compressore d’aria a vite e successivamente trattato in modo da rimuoverne i contaminanti. La pressione del biogas puro viene portata a 250 bar in più fasi grazie ai compressori d’aria alternativi ELGi Sauer. Questo gas sotto pressione, denominato bio-CNG (‘Compressed Natural Gas’), è immagazzinato in bottiglie. Presso l’impianto Vadodara una tonnellata di rifiuti produce 40 metri cubi di bio-CNG. La metà del gas prodotto è utilizzato per fornire illuminazione stradale alla comunità. Il resto è disponibile per la vendita al dettaglio per applicazioni industriali ed esigenze di trasporto.

Il bio-CNG è simile al gas naturale disponibile in commercio, in termini di composizione chimica e potenziale energetico, ma può essere reso disponibile ad una frazione del costo. È facile immaginare i cambiamenti e le migliorie che ne potrebbero scaturire se tali impianti di biogas fossero instituiti in tutto il paese. Il biogas potrebbe essere reso disponibile a prezzi economici riducendo la dipendenza dell’India dalle importazioni di petrolio greggio.

Grazie alla crescente consapevolezza dei benefici del bio-CNG, molte iniziative di rilievo hanno cominciato a sorgere nel paese. Per citare un esempio: Amul Dairy, cooperativa casearia indiana, è diventata la prima industria alimentare indiana a costruire un impianto di produzione e imbottigliamento bio-CNG completamente funzionale nel 2016. Nel 2017, il primo bus a biogas in India è stato lanciato nella città di Kolkata. Con una tariffa stimata di solo 1 per corsa, questo bus da 55 posti funziona grazie a un combustibile generato interamente da sterco di mucca.

C’è molto da fare, ma lentamente e con costanza stiamo andando verso una nazione più verde e più sana. Il biogas potrebbe essere il carburante che ci permetterà di spingerci oltre.

Non è più improbabile dunque, pensare che magari tra qualche anno starai guidando una macchina a biogas, attraverso una verde campagna. C’è ancora speranza.

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Influenced by Michael Jordan, Stan Lee, and Scoop Jackson, he is a purveyor of creative editorial, quality journalism and collaborative ideas. He stays current on sport stats and has a savory palette for the finest American bourbon, but he enjoys nothing more than the production behind magazine editorial.

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