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Michelangelo ha creato capolavori sbalorditivi con questa pietra. La sua scultura rinascimentale alta ben 517cm dell’eroe biblico David (1501-1504, Firenze), desta soggezione ancora oggi. Per commemorare la morte della moglie, Mumtaz Mahal, l’imperatore Shah Jahan costruì un palazzo fatto dello stesso materiale ad Agra che il mondo oggi conosce come il Taj Mahal. Questa pietra lucida e resistente è stata usata come materiale da costruzione fin dai tempi dell’antica Grecia e dell’antico Egitto. Il marmo è stato impiegato in innumerevoli opere d’arte, sculture ed edifici a partire dall’Europa antica, Africa e Asia, per poi arrivare alle abitazioni moderne di tutto il mondo.

 

Ciò che sorprende è che questo materiale ha anche altri utilizzi, ad esempio come additivo di calcio nei mangimi per aumentare sia la produzione di uova nei polli, sia di latte nelle vacche. I suoi sali vengono impiegati come antiacido per combattere l’indigestione, come integratore di calcio per rafforzare le ossa e come medicinale per i pazienti affetti da patologie renali. In forma di polvere viene aggiunto a colle, materie plastiche e dentifrici. Questo materiale dai mille utilizzi si dimostra inoltre un valido aiuto per la mente, soprattutto per coloro i quali hanno difficoltà nel trovare chiarezza mentale e concentrazione.

 

 

Il termine marmo deriva dalla parola latina “marmor” che deriva a sua volta dal greco “marmaros”, cioè “pietra splendente”. Questa pietra cristallina è il frutto di millenni di sedimentazione di resti fossili di chiocciole, molluschi e coralli sottoposti a fortissimo calore e pressione. Sono le impurità a conferire al marmo i suoi colori variegati e le sue venature. Il marmo puro è invece bianco come la neve, composto da oltre il 99% di calcite, ha una struttura a grana liscia che gli conferisce un aspetto omogeneo e una superficie luminosa.

 

In India i giacimenti di marmo più redditizi si trovano negli stati del Rajasthan, Gujarat, Haryana, Telangana, Jammu e Kashmir e Madhya Pradesh. Il Rajasthan ha le migliori fonti di marmo di alta qualità, infatti circa il 70% dei giacimenti in India si trova in 20 distretti di questo stato (Udaipur, Makrana, Alwar e Jaisalmer sono i principali). Il marmo si trova in vari colori e sfumature. Sulla base delle stime più recenti le risorse nazionali di marmo dovrebbero ammontare a circa 2300 milioni di tonnellate. Il Rajasthan produce da solo più di 93 milioni di metri quadrati di lastre di marmo all’anno.

 

Si tratta di una pietra naturale che viene estratta dalla terra in condizioni difficili, utilizzando una vasta gamma di macchinari ad aria compressa. L’estrazione del marmo o di qualunque altra pietra da costruzione, come granito o pietra calcarea, è diversa dai metodi estrattivi standard. A differenza di questi, nell’estrazione del marmo e del granito vengono estratti dalle cave interi blocchi di grandi dimensioni.

 

 

Il procedimento inizia con l’esplorazione e l’identificazione di un sito con depositi sufficientemente abbondanti. L’estrazione del marmo è un’operazione complessa e necessita di più passaggi, e la compressione dell’aria è una parte inevitabile dell’intero processo.

 

Il primo passo è dissotterrare, cioè rimuovere il terreno e i detriti rocciosi dalla cava. Per questo lavoro sono necessari pesanti macchinari che funzionano ad energia pneumatica. I detriti, fatti esplodere, vengono poi trasportati in apposite discariche utilizzando pesanti macchine pneumatiche per movimento terra.

 

Subito dopo il dissotterramento affiora il marmo sottostante. In base alla conformazione del territorio e all’ulteriore sviluppo della cava, un blocco ben posizionato è pronto per essere abbattuto.

 

Una volta individuato, il blocco dev’essere perforato per l’estrazione del marmo usando macchine trivellatrici pneumatiche. Vengono praticati tre fori perpendicolari tra loro creando un blocco di taglio cuboidale. Operatori altamente qualificati praticano i fori manualmente, a volte con tecniche laser per una maggiore precisione.

 

Per tagliare il blocco è utilizzata una sega a filo: viene fatto passare attraverso i fori un filo diamantato molto affilato.

 

 

Per staccare il blocco dalla parete rocciosa, un sacca metallica o di gomma viene inserita nella fessura in alto tra il blocco e la roccia. Gonfiata con aria compressa la sacca si espande, spingendo il blocco lontano dalla parete rocciosa e creando un varco. Una macchina escavatrice idraulica o pneumatica spinge il blocco lontano dalla sommità, inclinandolo fino a farlo cadere su un cumulo di detriti posizionato al di sotto.

 

Il marmo con finitura effetto specchio per uso domestico e nei luoghi di lavoro viene ottenuto grazie all’uso di lucidatrici pneumatiche a dischi abrasivi diamantati.

 

 

Per realizzare piastrelle su misura, le lastre vengono tagliate, lucidate e poi smussate utilizzando diversi tipi di macchine, molte delle quali alimentate ad aria compressa.

 

Per questa operazione l’aria compressa viene utilizzata in più fasi per azionare un gran numero di macchinari come trivelle, seghe a filo e martelli pneumatici, e in sacche ad aria per spostare blocchi massicci. Con la sua vasta gamma di robusti compressori ad aria per soddisfare ogni esigenza, ELGi gioca un ruolo fondamentale in questo ambito. Negli ultimi vent’anni, quasi 1000 compressori portatili ELGi hanno dato energia al settore estrattivo. Modelli diesel come il PG 300-100, il PG 300-105 e il PG 400-100 e modelli elettrici come la serie PG22e-7, PG45e-8 e la PG75e-9.5 hanno ricevuto riconoscimenti in questo ambiente duro, estremamente impegnativo. L’aria compressa ha da sempre capeggiato nel settore dell’industria estrattiva.

 

L’industria del marmo è un altro dei modi in cui ELGi tira fuori bellezza e qualità dalla terra, arricchendo milioni di vite in tutto il mondo.

 

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Influenced by Michael Jordan, Stan Lee, and Scoop Jackson, he is a purveyor of creative editorial, quality journalism and collaborative ideas. He stays current on sport stats and has a savory palette for the finest American bourbon, but he enjoys nothing more than the production behind magazine editorial.

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