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Alcuni esperti dicono che la storia del mondo sia la storia del vino. Lo statunitense Paul Lukacs, storico del vino, nel suo libro “Inventing Wine” racconta la storia del vino che beviamo oggi, che dura da ben otto millenni. Nel mondo antico il vino era impiegato durante i riti religiosi, ma con l’avvento dell’era cristiana entrò a far parte anche della vita laica. Nel Medioevo veniva gustato per i suoi benefici nutrizionali, ed era inoltre molto più sicuro bere vino che acqua contaminata dalla peste. Per di più, era così popolare da fare concorrenza alla birra. Da bevanda del popolo divenne la bevanda prediletta dall’alta società nella metà del XIX secolo. Tuttavia, a causa di malattie della vite e alle due guerre mondiali, seguì un significativo calo nel consumo di questa bevanda. Eppure il XX e il XXI secolo l’hanno visto incrementare per l’ennesima volta, grazie alla rivoluzione tecnologica.

 

Per generazioni i produttori di vino hanno storto il naso dinanzi alla tecnologia e alle tecniche moderne, poiché guardavano al cambiamento con sospetto e preferivano tener vive le vecchie tradizioni. Ancora oggi la tecnica tradizionale della pigiatura, cioè l’atto di pestare l’uva con i piedi, resta probabilmente una delle raffigurazioni più iconiche della produzione del vino. Ma è tempo di accantonare quell’immagine nella nostra memoria, perchè oggi i viticoltori sono passati alle presse pneumatiche per l’estrazione del succo d’uva. Nelle aziende vinicole si sta diffondendo la modernizzazione, con l’utilizzo di processi automatici o semi-automatici per migliorare la qualità del processo produttivo, ridurre gli sprechi, abbassare i costi e aumentare la produzione.

 

 

L’India è relativamente nuova nel settore della viticoltura, ma ha compiuto grandi passi avanti sia nella produzione del vino, sia nella sua degustazione. Uno delle prime aziende ad essersi qualificata sul mercato è Sula Wines. Quando Rajeev Samant fondò la Sula Vineyards a Nashik nel 1999, la produzione vinicola in India era un tendenza emergente. Oggi Sula coltiva l’uva in vigneti di proprietà dell’azienda e affittati, per una superficie totale di oltre 3.000 ettari. La società gestisce due cantine in Karnataka e Maharashtra con una capacità totale di 12 milioni di litri. Vendono oltre 20 tipologie di vini.

 

La vinificazione prevede cinque fasi principali: raccolta, pigiatura e spremitura, fermentazione, chiarificazione, affinamento e imbottigliamento. L’aria compressa trova applicazione in tutte le fasi, letteralmente dalla vite al vino. Tradizione vuole che la raccolta dell’uva avvenga a mano, oggi però i viticoltori utilizzano le macchine vendemmiatrici. L’uva raccolta viene smistata e portata in cantina, dove viene diraspata e spremuta con l’ausilio di macchinari pneumatici.

 

 

Le macchine riempitrici sono poi alimentate da valvole pneumatiche con aria compressa che sollevano e riempiono la bottiglia al livello desiderato. Le bottiglie riempite vengono quindi convogliate su un nastro trasportatore in un’altra area in cui vengono imbottigliate con un procedimento pneumatico. Nel caso di vini frizzanti, l’aria compressa viene utilizzata per avvolgere la pellicola protettiva sul tappo della bottiglia. L’ultimo procedimento consta nell’etichettatura, in cui l’aria compressa viene utilizzata per attaccare le etichette sulle bottiglie. Sula utilizza procedimenti di pigiatura, spremitura e imbottigliamento totalmente o quasi totalmente automatizzati. L’aria compressa aiuta Sula a mantenere alta sia la qualità sia la velocità di produzione, in modo da soddisfare le esigenze di un’azienda in crescita. Per compiere queste operazioni, negli ultimi 15 anni Sula ha utilizzato i compressori a vite ELGi.

 

“La qualità dell’aria compressa è fondamentale per le nostre operazioni. Se rimangono residui d’olio nell’aria compressa, questo avrà delle ricadute sulla qualità del prodotto. Se nell’aria compressa c’è umidità, la macchina etichettatrice non funzionerà a dovere “, spiega Sisir Paul, Vice Responsabile Operativo.

 

I compressori a vite ELGi delle aziende vinicole Sula sono dotati di filtri dell’olio per garantire che non rimangano particelle di olio nella linea d’aria compressa.

 

“L’alta qualità dell’aria dei compressori ELGi ci ha consentito di mantenere altrettanto alta la qualità dei nostri processi produttivi. Con questi compressori possiamo velocizzare la produzione, minimizzare gli sprechi e garantire la stessa conformità e qualità in ogni lotto di vino prodotto in azienda”, ha affermato Sisir Paul, Vice Responsabile Operativo.  

 

L’azienda sta ora valutando l’opportunità di passare a compressori a vite oil-free ELGi ideali per l’industria del vino e che richiedono una manutenzione minima.

 

Una delle migliori tecniche di degustazione del vino è quella di farlo arieggiare prima di berlo. Chi l’avrebbe mai detto che usare l’aria nella produzione vinicola sarebbe diventata un’operazione vincente?

Collaboratore

Influenced by Michael Jordan, Stan Lee, and Scoop Jackson, he is a purveyor of creative editorial, quality journalism and collaborative ideas. He stays current on sport stats and has a savory palette for the finest American bourbon, but he enjoys nothing more than the production behind magazine editorial.

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